Dati


«Prendere un raglio per pura verità è molto più semplice di quanto non si pensi: analizzare i dati è ben più complesso, per nulla intuitivo e bisogna affidarsi a criteri statistici molto rigorosi, altrimenti è facile passare dalla parte dei Somari.» 
Roberto Burioni, La congiura dei Somari

In occasione del mio soggiorno bimestrale nella capitale del giornalismo, Washington DC, nell'estate 2018 ho avuto la possibilità di toccare con mano un tipo di fare informazione poco usato in Europa: quello fatto attraverso i dati. I dati sono un'evidenza ben precisa, inconfutabile, non smentibile: inchiodano la bugia e cercano di arginarla. Espongono a viso aperto la cialtroneria del propinatore della bufala e lo lasciano disarmato: quale strumento migliore se non l'inconfutabilità e l'oggettività dei dati nell'epoca dove l'opinione arbitraria vuole prevalere su di essi?

In un periodo turbolento come quello attuale - sia a livello sociale che economico che politico - ritengo necessario e prioritario consultare i dati proposti - e gran parte delle volte ignorati - dei maggiori istituti mondiali in modo da avvicinare il cittadino, tra l'altro, ad un voto più consapevole, veramente libero: non di pancia, non improvvisato, non preda di cacciatori di consensi che manipolano - e spesso distorcono - la realtà delle cose. Solo con la buona informazione fatta - anche - attraverso i dati il cittadino si emancipa dal suo "sudditismo" e (ri)acquista una libertà antica, che gli spetta e della quale spesso di ci dimentica: la libertà di pensiero.

Ecco di seguito un lungo elenco con alcuni indici proposti da "The Spectator Index", osservatorio mondiale con particolare focus sulla politica e la geopolitica, l'economia nazionale e internazionale.

Asian unemployment, 2017