mercoledì 31 luglio 2019

Primo Levi, sommerso e salvato


«Son morto con altri cento / Son morto ch’ero bambino»: così cantava Francesco Guccini nel ricordare i più gravi eventi dell’umanità nella canzone Auschwitz del 1966, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che ha sommerso milioni di persone nel gelido inverno polacco e nel fuoco dei forni crematori. Alcune vittime – troppo poche – però si sono salvate. Tra loro, Primo Levi, deportato nel campo di sterminio e tornato in patria con l’urgente e bruciante necessità – dopo anni passati quasi nella vergogna di essere ancora in questo mondo che lo voleva nell’altro – di raccontare gli orrori indelebilmente incisi nella sua memoria e sul suo avambraccio. Vorremmo che lo scrittore torinese fosse nato non cento anni fa – il 31 luglio 1919 –, ma centocinquanta, duecento, anche trecento anni prima: non solo per non fargli provare sulla carne gli anni vissuti in campo di concentramento prima – a Fossoli, nella Bassa emiliana – e di sterminio poi – nella remota Oświęcim –, ma anche per allontanare maggiormente l’immensa vergogna europea a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta.

mercoledì 24 luglio 2019

India: economia e democrazia di un gigante silenzioso


Le recenti elezioni politiche in India hanno sottolineato come, nonostante le gelide o torride soffiate di autoritarismo in Asia (Russia e Cina su tutti, per non parlare del Medioriente), la democrazia abbia ancora un peso all’affacciarsi degli anni Venti del ventunesimo secolo. Un peso talmente importante da scomodare per trentanove giorni novecento milioni di elettori affinché si esprimessero nell’urna elettorale (circa un milione i seggi predisposti sul territorio indiano per le elezioni politiche). L’India, la più grande democrazia del mondo in termini di popolazione, gode di pochissima attenzione da buona parte dei media occidentali. Il che non vuol dire che sia irrilevante. Tutt’altro: il gigante silenzioso nel complesso lavora e produce operosamente, senza mai alzare i toni e vantare l’attenzione di soggetti geopolitici economicamente molto più deboli, come la Federazione di Vladimir Putin. Un BRICS (acronimo dei paesi sulla via di un grande sviluppo economico, Brasile-Russia-India-Cina-Sudafrica): un paese in via di sviluppo con davanti un futuro brillante in termini demografici ed economici.

sabato 13 luglio 2019

Ferruccio de Bortoli e il tentativo di riscossa civica


Ci salveremo non è solo il titolo dell’ultimo libro di Ferruccio de Bortoli: è l’auspicio dell’autore, che – nonostante le turbolenze che il Belpaese sembra sperimentare (più o meno volontariamente) ogni giorno – non se la sente di mettere un punto di domanda dopo la sua “profezia”. L’obiettivo del libro, scrive il Nostro, è quello di rianimare un senso dello stare insieme perduto, un senso di responsabilità collettivo annebbiato. L’ex direttore del Corriere della Sera è ottimista nei suoi “appunti per una riscossa civica” (parole da usare con il contagocce quando si parla d’Italia): «Siamo migliori di quello che sembriamo», scrive de Bortoli. «Nel descrivere il proprio paese gli italiani sono infatti più pessimisti e severi di quanto non lo siano gli stranieri».

sabato 6 luglio 2019

Moneta e popolo: quale sovranismo?

Lasciamo perdere per un attimo il fatto che «nel momento stesso in cui si mitizza il popolo sovrano, lo si tratta in realtà come popolo bue» – ovvero «qualcuno a cui rivolgersi con frasi ed espressioni terra terra, cercando di risvegliarne bisogni e istinti primari» – come scrive Giuseppe Antonelli in Volgare eloquenza: il popolo è sovrano. Non c’è dubbio, ma la domanda è: quando mai avrebbe smesso di esserlo nella recente storia di gran parte dei paesi occidentali? Per l’orgoglio demagogico-sovranista e semplificatorio non è importante rispondere a questa domanda: secondo costoro, il popolo “ha perso sovranità” e il nemico principale responsabile di ciò è l’Unione Europea (interessante quanto un certo tipo di rozza retorica sia riuscita a fondere il concetto di UE con quello di Europa, ben diversi tra loro). L’UE – contestabile, a tratti non efficiente e non solidale, burocratica e disattenta – è un insieme di Stati, che conservano quasi pienamente la loro sovranità effettiva, che consciamente – e volontariamente – hanno delegato negli anni passati ad un’entità superiore.