mercoledì 22 maggio 2019

Al servizio del lettore: L’universo fa la resa dei conti


È sempre difficile parlare di se stessi, ma il bilancio de L’universo di quest’anno è positivo. Direzione e redazione del mensile hanno cercato di offrire alla platea dei lettori un prodotto sincero, stringato, corretto e artigianale; lungo ventotto pagine ogni mese – da settembre – fino all’edizione che adesso vi sporca le dita d’inchiostro. L’universo quest’anno è partito col botto, a partire dalla conferenza con Luciano Fontana e l’incontro sul rapporto tra Stato e privato.

In questa stagione, il giornale ha stabilito una partnership con Pizza Style e Botega Caffè Cacao: il ricavato è stato servito per eventi e le colazioni in redazione. Secondariamente il “magazine” ha ospitato a tutta pagina lo spazio fumettistico di Laura Tramuto, che ha inaugurato il suo comic square con colori e nuvolette sin dal primo numero della stagione. Molte sono state le nuove rubriche che si sono rinnovate ogni trenta giorni col giornale: innanzitutto quella di “Cucina” di Giulia Cerizza, poi quella di “Cinema” con la firma di Andrea Mazzoni; “Da Fox Town” curata da Sofia Patanella e “Working with data” di Amedeo Gasparini. A inizio 2019 L’universo ha rivisto la firma della Direttrice emerita, Michela Clavuot, che ha inaugurato la rubrica “Letteratura”. Dopo la pluriennale rubrichina di Caroline Bianchi “Da Zurigo”, dall’estero sono giunti i costanti contributi di due redattrici: Arianna Rizzi ha scritto da Strasburgo, Praga e Groningen, mentre Giulia Facchini ha fatto lo stesso da Helsinki. E poi l’autocritica: conformemente alla tradizione del giornalismo americano, L’universo ha deciso di porgere mensilmente pubbliche scuse. Con “Errare humanum est” il Direttore Antonio Paolillo ha radunato tutti i refusi, le imprecisioni e le correzioni del numero precedente. Se i “grandi giornali” hanno molto da insegnare a L’universo, L’universo ha forse fatto bene a mostrare apertamente ai lettori le proprie sviste, i piccoli strafalcioni, le grossolane imprecisioni, gli sgradevoli malintesi. Sarebbe utile se lo facessero anche i “grandi”.

E poi ci sei tu, caro lettore: tu che ogni mese ti rinnovi nella lettura e ci leggi; tu che ci scrivi, che ti arrabbi, che ti congratuli. Che ci dai il tuo tempo. Ti ringraziamo con la promessa di presentarti una nuova stagione dai contenuti editoriali ancora migliori.