mercoledì 12 dicembre 2018

Il dominio di Mc & Sub

Secondo DailyInfografics.eu la catena di fast food McDondald’s domina l’Europa: tra tutti gli hamburgerifici, i produttori di patatine fritte, anelli di cipolla, croccanti striscette di bacon, panini e paninazzi da prendere al volo, magari tra un meeting – diciamolo all’inglese che fa più chic – e l’altro, il colosso con le due gobbe color senape chiara è di gran lunga il più presente sul suolo del Vecchio Continente. Il primo, per punti vendita in quasi tutta Europa. Secondo Statista, nel 2016 in Svezia c’erano 21.2 punti Mc ogni milione di persone, in Austria il 22.3, in Francia il 21.2, in Svizzera il 19.7, nelle isole britanniche il 19.2, in Germania il 17.8, in Olanda il 14.6, fino al 10.8 in Spagna, il 10.1 in Polonia, il 9.1 in Italia. A non avere McDonald’s in cima alla lista dei fast food più presenti sul proprio suolo, troviamo – paradossalmente – il mondo anglosassone, che si distanzia dall’invasione rosso-gialla in Europa. Gran Bretagna, Irlanda, Islanda – ma anche Lussemburgo, Finlandia e Russia – preferiscono un altro tipo di panino: quelli di Subway, il cui logo, non a caso, è di colore verde, tinta che rappresenta e richiama a natura e fortuna.

Uscendo dal continente europeo, la situazione sembrerebbe mettersi male per il gigante dal clown sorridente. Nonostante sia stato celebrato – recentemente – dal noto film “The founder”, Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, India, prediligono la catena dei panini fai-da-te, lasciando a McDonald’s – assieme all’Europa – una “nicchia” di dominio in Arabia Saudita, Cina, Sudafrica, Cile, Argentina.

Una volta il mondo era diviso tra Est ed Ovest; oggi, a farla da padroni nel settore del fast food come incarnazione del primo e secondo mondo – non sembrerebbe esserci spazio per un terzo attore – ci sono loro: Mc & Sub. A poco serve il dominio che In-n-out (ai più marchio profondamente americano e profondamente sconosciuto) conserva nella West Coast degli Stati Uniti secondo Business Insider. Altro che «In America ci sono più negozi d’armi che McDonalds», come ebbe a dire Nicolas Cage, nei panni di Yuti Orlov in “Lord of War” del 2005.


Ad ogni modo, il rapporto tra dominio e fast food è stato notato anche dall’artista Andy Warhol che, da americano convinto – corporeamente legato al Novecento, ma mentalmente orientato al Duemila – nel mondo diviso in blocchi dalla guerra fredda tra Washington e Mosca spiega: «La cosa più bella di Tokio è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. Pechino e Mosca non hanno ancora nulla di bello.» Nel blocco sovietico e paccottiglia dittatoriale annessa, McDonald’s e affini non erano ancora arrivati. «Se la gente dovesse scegliere tra la libertà e i sandwiches, sceglierebbe i sandwiches», affermò anni fa piuttosto scocciato John Boyd Orr – biologo scozzese, premio Nobel per la Pace, già Direttore generale della FAO – ignorando che poco meno di vent’anni dopo la sua morte (avvenuta nel 1971) anche nell’ex impero comunista – in ritardo rispetto ai paesi d’Occidente – le due cose non sarebbero state mutuamente esclusive. “Cibo veloce” per tutti!