giovedì 22 novembre 2018

La fragilità del percorso di Susanna Tamaro

Sold out per Susanna Tamaro all’USI di Lugano, nella sala legnosa dell’Auditorium, dove – attraverso le domande di Ferruccio de Bortoli – nel tardo pomeriggio di martedì 20 – la nota scrittrice italiana ha presentato il suo ultimo libro Il tuo sguardo illumina il mondo. «È la prima volta che Susanna Tamaro presenta in Ticino un suo libro: un piccolo onore per il nostro Cantone», esordisce nei doverosi saluti di casa il Direttore del Corriere del Ticino – organizzatore dell’evento – Fabio Pontiggia.

mercoledì 21 novembre 2018

Paolo Gentiloni: il sobrio impopulismo e l’urgente ripartenza


Tra i tanti eventi presentati a Milano durante la quattro giorni di BookCity 2018, non so quanti ospiti possano godere della presenza, al tavolo d’onore come relatori, del Presidente dell’INPS Tito Boeri, del Sindaco della città meneghina Giuseppe Sala e della Vicedirettrice del Corriere della Sera Barbara Stefanelli. Sala piena a Palazzo Clerici per la presentazione di La sfida impopulista (Rizzoli) dell’ex Premier Paolo Gentiloni, domenica 18 novembre 2018. Un libro con uno stile tutto suo: non solo perché l’ha veramente scritto l’autore – cosa rara per i libri dei politici e gli instant book sotto Natale – ma perché rispecchia le due grandi e recenti esperienze dell’ex Primo Ministro italiano: il Ministero degli Esteri sotto il Governo di Matteo Renzi e la successione a quest’ultimo a Palazzo Chigi. Il tutto con un tono sobrio, educato e pacato. Insomma: alla Gentiloni.

martedì 20 novembre 2018

La voce soppressa e dimenticata dei cristiani in Siria


Non usa mezzi termini Gian Micalessin, da oltre trent’anni reporter di guerra, oggi penna – tra le diverse collaborazioni – de il Giornale: quello che sta avvenendo in Siria da un lustro abbondante nei confronti delle popolazioni cristiane sotto il regime di Bashar al-Assad è un tradimento. Tradimento da parte di chi? Chi ha abbandonato, ignorato e quindi sacrificato le popolazioni cristiane – circa il dodici per cento della popolazione siriana – sull’altare di un destino segnato? L’Occidente: quel continente dal Portogallo all’Anatolia, con gli Stati Uniti come “allegato” e attore rilevante nelle guerre mediorientali, dove – boots on the ground – il paese a stelle e strisce intreccia il fioretto con le scimitarre turche e le sciabole russe, su territori che si specchiano nel Mediterraneo e nell’entroterra verso l’India. Iran, Siria, Iraq, Afghanistan: zone delicate, dove le popolazioni cristiane – assoluta minoranza – sono state dimenticate.

venerdì 16 novembre 2018

Mario Cervi: quel cremasco gentile e battagliero


Tre anni fa se ne andava uno degli ultimi signori del giornalismo, quella professione profondamente novecentesca e della quale il protagonista di questo ricordo scritto è stato illustre esemplare di classe. Mario Cervi si è spento a Milano il 17 novembre del 2015, all’età di novantaquattro anni. Un esempio di coerenza, pacatezza, mitezza, limpidezza, grazia e umiltà: doti essenziali – specialmente l’ultima – per chiunque voglia tentare di fare il suo mestiere (e in troppi vorrebbero farlo e non dovrebbero; e in troppi lo fanno – male – e non dovrebbero). Le querele che ha ricevuto in quasi tre quarti di secolo di giornalismo si contano sulle dita di una mano, la sua cultura era sterminata (un archivio, un’enciclopedia umana: e non c’era Internet che aiutava la materia grigia).

mercoledì 14 novembre 2018

Come un mal d’Africa

«Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa», affermò lo scrittore americano Ernest Hemingway; «L’Africa mi toccò l’animo già durante il volo: di lassù pareva un antico letto d’umanità», frase di Saul Bellow; «L’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti; i suoi tramonti; quel suo cielo che sembra molto più vicino del nostro, perché si vede di più, perché le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più», diceva la bellissima attrice italiana Claudia Cardinale. La sua estremità più a Nord si bagna nel Mar Mediterraneo (autentico gioiello d’acqua che ha partorito la civiltà umana d’Occidente); quella più a Sud è distante – letteralmente – un mare di chilometri dalla terra dei pinguini.

La carta costa: il futuro del giornale


Sono sempre più rari i lettori del quotidiano cartaceo, ma lo zoccolo duro di chi compra quel grande foglio grigiastro e volentieri s’inzacchera le dita d’inchiostro, è quasi esclusivamente un pubblico di anziani, legato all’analogico, alla staticità del giornale ricavato dagli alberi. Da quel fascicoletto con tanti colori che costa di anno in anno qualche centesimo di più, si traevano tutte le notizie per essere un cittadino a tutto tondo: informato, preparato. Allora i giornali si leggevano. E si capivano. Sono lontani i momenti in cui il borghesotto sul tram spalancava il giornale come fossero ali di cormorano, davanti ai suoi occhi curiosi. Quella tela in bianco e nero che necessitava l’eccessiva apertura degli avambracci, disturbando i passeggeri alla sua destra o alla sua sinistra.

AIL: ancora sulla strada per un futuro al risparmio


«Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare», così diceva Andy Warhol del nostro pianeta. Scultore, regista, pittore: chi non ha in mente le scatole di latta dei pomodori Campbell’s, dipinti in trentadue esemplari nella tela cinquanta per quaranta centimetri? Quei pomodori che oggi tutti vogliono ancora più bio, ancora più green (si noti l’involontario ossimoro), ancora più eco-friendly. Sì, perché il “bio” è diventato una mania, legata a doppio filo alla sostenibilità. E quando si parla di sostenibilità, energia e servizi alla persona – derivanti dalla celebrata terra di Warhol – in Ticino viene in mente immediatamente il colosso siglato in lettere nere.

Il confronto Stato-privato tra Svizzera e Italia


Il dibattito sulle privatizzazioni e nazionalizzazioni ha origini antiche: non esiste una soluzione giusta, perché a seminare ancora più discordia nell’aspra contesa tra pubblico e privato s’inseriscono anche le peculiarità culturali di ogni paese. Privatizzare o nazionalizzare? Un servizio nelle mani dell’impresa privata (destinata per forza di cose al lucro) oppure in quelle dello Stato (che, nelle sue prerogative, non ha quelle di fare pareggio)?

domenica 4 novembre 2018

I cento anni della tragedia sul fronte occidentale


11 novembre 1918: domenica prossima saranno passati cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Cento anni fa l’Europa alzava le braccia: esausta, ferita, devastata dal dolore e dallo strazio dei suoi caduti. Il raccolto decimato, l’economia a picco, le infrastrutture inagibili, le famiglie distrutte. La Germania (a cui, improvvidamente nel Trattato di Versailles del 1919 verranno addebitate tutte le colpe del quadriennio di sangue) firma allo stremo l’armistizio imposto dagli alleati a Compiègne, nell’Alta Francia il 7 novembre con effettiva entrata in vigore alle 11:00 di quattro giorni dopo.