lunedì 20 agosto 2018

Working with data

In occasione del mio soggiorno bimestrale nella capitale del giornalismo, Washington DC, nell'estate 2018 ho avuto la possibilità di toccare con mano un tipo di fare informazione poco usato in Europa: quello fatto attraverso i dati. I dati sono un'evidenza ben precisa, inconfutabile, non smentibile: inchiodano la bugia e cercano di arginarla. Espongono a viso aperto la cialtroneria del propinatore della bufala e lo lasciano disarmato: quale strumento migliore se non l'inconfutabilità e l'oggettività dei dati nell'epoca dove l'opinione arbitraria vuole prevalere su di essi?

In un periodo turbolento come quello attuale - sia a livello sociale che economico che politico - ritengo necessario e prioritario consultare i dati proposti - e gran parte delle volte ignorati - dei maggiori istituti mondiali in modo da avvicinare il cittadino, tra l'altro, ad un voto più consapevole, veramente libero: non di pancia, non improvvisato, non preda di cacciatori di consensi che manipolano - e spesso distorcono - la realtà dei fatti e delle cose. Solo con la buona informazione fatta - anche - attraverso i dati il cittadino si emancipa dal suo "sudditismo" e (ri)acquista una libertà antica, che gli spetta e della quale spesso di ci dimentica: la libertà di pensiero.

Nasce così, su questo blog, una nuova pagina: "Data".

ENGLISH VERSION

During my two-months stay in the capital of journalism, Washington DC, in the summer of 2018 I had the opportunity to touch a kind of information that is not widely used in Europe: The information done through data. Data are a very precise, irrefutable, non-deniable evidence: data nail and try to stem the lie. Data expose fabricated hoaxes and their propellers, letting them disarmed: what better instrument if not the "undeniability" and objectivity of data in the era in which arbitrary opinions want to prevail over the reality?

In a turbulent period like the current one – both socially and economically, as well as politically – I consider necessary and priority to consult the most-of-the-time ignored data of the major world institutions, in order to bring the citizens closer to a more conscious, truly and free vote: not a belly vote, not an improvised vote and a vote not prey of the consensus' hunters who manipulate – and often distort – the fact's and things' reality. Only with a good information, made through data, the citizen emancipates him/herself from his “subjection” and (re)acquires an old freedom, which belongs to him and which he/she often forgets about: freedom of thought.

That’s why, a new page on this blog – “Data” – was born.