giovedì 1 febbraio 2018

CLARA, la giacca della sicurezza intelligente


- Intervista a Marco Dal Lago -

Tu sei ricercatore alla SUPSI: come ci sei approdato?

Dopo la laurea triennale in Ingegneria Gestionale si è innescata in me una vera e propria passione e curiosità a cavallo tra il mondo tecnologico e quello più imprenditoriale o economico. Ho deciso di proseguire i miei studi con un Master in Business Engineering & Production presso la SUPSI. Durante il Master sono stato assunto come assistente ricercatore. Il mondo della ricerca mi ha da subito appassionato, perché mi dava la possibilità di lavorare su diversi progetti anche di campi differenti. All’interno del Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI mi occupo prevalentemente di progetti finanziati dall’Unione Europea. In questo momento sto lavorando ad un progetto che prevede l’utilizzo di strumenti di Simulation & Modelling su infrastrutture Cloud tramite sistemi di High Performance Computing, tutti elementi facenti parte dell’ormai famoso paradigma Industria 4.0. L’obiettivo finale dell’introduzione di queste tecnologie nelle fabbriche, è quello ottimizzare i processi e la produttività delle aziende manifatturiere.

Cos’è e come è nata CLARA?

CLARA è la rivoluzionaria smart vest in grado di migliorare la visibilità di ciclisti e pedoni in strade buie e trafficate, integrando al suo interno frecce direzionali ad alta luminosità. Queste funzionalità permettono ai ciclisti di essere notati dagli automobilisti nel momento in cui la maggior parte degli incidenti stradali si verifica, ovvero in condizioni di scarsa visibilità e in prossimità di incroci. Il funzionamento di CLARA è molto semplice e cerca di non stravolgere le abitudini dei suoi utilizzatori: quando il ciclista deve cambiare direzione, può indicare le sue intenzioni agli altri utenti della strada attivando la freccia desiderata integrata nella giacca attraverso un dispositivo wireless posto sul manubrio della bicicletta. Infine, quando l’utente scende dal sellino può accendere manualmente le frecce del gilet grazie ad un apposito pulsante presente sul taschino, rendendo così l’indumento adatto anche ad altri utilizzi quali il jogging e le passeggiate.

Come è stato il processo di ricerca che vi ha condotti a costruire CLARA?

Il progetto ha avuto inizio grazie a un grande legame di amicizia e stima reciproca che abbiamo tra i membri del team CLARA. La passione per la scienza unita a un forte spirito imprenditoriale ci ha permesso di perseguire questa fantastica avventura insieme. Il mio scopo era – ed è – proprio quello di unire le persone migliori non solo da un punto di vista di competenze tecniche ma anche con valori etico-morali che possano davvero portare un beneficio tangibile per la società. Abbiamo così iniziato a lavorare al nostro progetto, inizialmente quasi per gioco, ma abbiamo subito capito che, insieme, potevamo fare cose per cui altri getterebbero la spugna dopo poco tempo. Oggi CLARA è nel pieno del suo sviluppo e ogni giorno otteniamo nuovi importanti risultati al fine di creare un prodotto che soddisfi appieno i bisogni di tutti gli utenti.

Quanto il percorso presso le scuole professionali ti ha aiutato a sviluppare CLARA?

Sin da subito, a bordo del team, c’erano figure provenienti da diversi rami del mondo della tecnologia (tutti ingegneri SUPSI). Negli ultimi mesi il team si sta però espandendo nel campo marketing & sales in quanto ci stiamo preparando per fare finalmente il grande lancio sul mercato. La SUPSI ci ha dato delle basi enormi per creare un’azienda e farla girare sotto tutti gli aspetti, da quelle economico-finanziarie a quelle scientifico-tecnologiche. Non è evidente avere ingegneri all’interno del team che dopo un qualsiasi corso di laurea triennale o quinquennale siano capaci di creare non solo un prototipo, ma un prodotto industrializzato. Oltre alle nostre capacità interne, abbiamo sicuramente una serie di persone da ringraziare, advisors, mentors, investors, e le nostre famiglie in primis.

Amedeo Gasparini