giovedì 1 febbraio 2018

Roberto Gervaso, tra storia e attualità


Nella sua vita ne ha viste di tutti i colori (no, non quelli dei papillon che indossa) e ha conosciuto molti dei grandi italiani. Nelle sue celebri e brevi interviste ha narrato e ha dato viva voce al secondo Novecento tramite i suoi protagonisti. Nella sua vita ha scritto di tutto: storia, cultura, spettacolo, politica, società e costume. Roberto Gervaso è un testimone di eccezione non solo del secolo breve, ma soprattutto di una professione (una passione) che gli ha permesso di incontrare e conoscere i mostri sacri di allora (da Longanesi a Prezzolini, passando per Montanelli). Nel suo elenco bibliografico, in molti ricordano il libro d’esordio, un bestseller firmato a quattro mani con il suo eterno maestro che lo chiamava “Robertino”: L’Italia dei secoli bui, primo capitolo della fortunata e storica collana di Cilindro, “La Storia d’Italia”. Gervaso è un anticonformista, un originale ribelle, un cinico realista, un personaggio scomodo che ha fatto dell’aforisma un modo di arricchire il linguaggio, in un paese – uno “stivale zoppo” – che “si regge in piedi solo perché non sa da che parte cadere.” Tra Milano e Roma (anche l’America è stata la sua terra), ha scritto per i principali quotidiani del paese aneddoti, ritratti, commenti pungenti e taglienti. Alle 18:00 del 21 marzo sarà all’Auditorium dell’Università di Lugano per presentare il suo libro “Le cose come stanno”.

Amedeo Gasparini


Periodismo español

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Già da piccola: credo che questa professione sia vocazionale e sia importante raccontare cosa succede nel mondo.

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Tu sei ricercatore alla SUPSI: come ci sei approdato?

Dopo la laurea triennale in Ingegneria Gestionale si è innescata in me una vera e propria passione e curiosità a cavallo tra il mondo tecnologico e quello più imprenditoriale o economico. Ho deciso di proseguire i miei studi con un Master in Business Engineering & Production presso la SUPSI. Durante il Master sono stato assunto come assistente ricercatore. Il mondo della ricerca mi ha da subito appassionato, perché mi dava la possibilità di lavorare su diversi progetti anche di campi differenti. All’interno del Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI mi occupo prevalentemente di progetti finanziati dall’Unione Europea. In questo momento sto lavorando ad un progetto che prevede l’utilizzo di strumenti di Simulation & Modelling su infrastrutture Cloud tramite sistemi di High Performance Computing, tutti elementi facenti parte dell’ormai famoso paradigma Industria 4.0. L’obiettivo finale dell’introduzione di queste tecnologie nelle fabbriche, è quello ottimizzare i processi e la produttività delle aziende manifatturiere.