venerdì 1 dicembre 2017

Omissioni, distorsioni, manipolazioni


- Intervista a Giuseppe Sarcina -

Giuseppe, quando hai deciso di venire negli USA?

È stata una decisione della Direzione del giornale. Ho accettato perché ero già stato diverse volte negli USA facendo delle sostituzioni di Massimo Gaggi e quindi queste trasferte e periodi di lavoro mi hanno incuriosito.

Il naufrago della rete, i fatti e la curiosità


Nell’universo delle fake news e delle contraffazioni di notizie il ciarlatano vive e prolifera. Ed è forse la pesantissima inflazione di informazione che crea la cattiva informazione, esaltando la falsità. Che, come il fumo che penetra in ogni fessura, s’insinua come una viscida biscia nel sano dibattito democratico, non consentendo (o meglio, sminuendo e togliendo valore ad) un’informazione corretta. L’informazione corretta, d’altra parte, si basa sui fatti. Oggi, paradossalmente, i fatti ci stupiscono perché possono essere ancora più assurdi in quanto ancora più amplificati. E se i fatti sono collegati a doppio filo con la verità, il problema sorge quando questo collegamento viene reciso o ingarbugliato. Non esiste ancora l’astruso algoritmo della verità, un ente superiore artificiale che stabilisce – anzi, impone – un’incontrovertibile esattezza. Il fenomeno delle fake news (notizie inventate, false, tediose, distorte, manipolate) è recentemente tornato di moda, ma la fake news in sé non nasce oggi, dal momento che il falso storico è piuttosto presente ed assimilato nella nostra cultura. Lo storico francese Marc Bloch trova un’origine quasi sociologica delle cosiddette fake news: “Le notizie false della storia nascono […] da osservazioni individuali inesatte o da testimonianze imperfette […]”. La percezione diventa quindi leggenda, fino a diventare – appunto – una mera finzione.

L’informazione corretta come antidoto


- Intervista a Paolo Attivissimo -

Paolo Attivissimo, come mai il tema delle fake news è emerso (o riemerso) in questi ultimi anni?

Ci sono due fenomeni che spiegano questo improvviso interesse: l’interesse politico, perché con le campagne disinformative per Brexit e Presidenziali statunitensi ci si è resi conto che questo non è una semplice “spam”; e il fatto che è calata molto la barriera d’ingresso al fabbricante di fake news (prima chi voleva fare disinformazione doveva essere padrone di un giornale o una televisione).

mercoledì 1 novembre 2017

Il giornalismo come professione ancora più attuale e ancora più urgente


- Intervista a Marco Valsania -

Dottor Valsania: come e quando ha deciso di venire negli USA?

È stata una conseguenza della volontà di fare il giornalista, cioè di provare a trasformare in lavoro quello che mi appassionava: la scrittura e gli eventi politico-eco-sociali con tagli internazionali. Finita la Scuola di Giornalismo di Milano, la mia intenzione era quella di lavorare all’estero e coprire le notizie internazionali: avevo vinto una borsa di studio al Dallas Morning News. In seguito vidi se potevo restare e prolungare la cosa come freelance: si creò un’opportunità di lavorare per Sole (nel 1991) e nel ‘97 fui assunto come giornalista in pianta stabile. La stampa americana ha standard molto elevati, una tradizione di check sul potere, un atteggiamento tendenzialmente antagonistico e critico nei confronti del potere. Quindi avere questo esempio sotto gli occhi è positivo e istruttivo. La cura che viene prestata agli articoli, alle fonti, alla veridicità è importante nel giornalismo americano.

Carattere, curiosità e senso etico. Cioè l’indipendenza

- Intervista a Stefano Vaccara -

Stefano, come mai ha deciso di venire negli USA?

Sono venuto negli USA per fare un Master, ma ancora prima, mentre studiavo Relazioni Internazionali, intervistavo esperti ed ambasciatori e poi vendevo le interviste nei giornali. All’epoca era Il Giornale di Montanelli che mi accoglieva: mi piacque troppo il giornalismo e così trovai lavoro ad America Oggi e, dopo aver lavorato a Boston, mi trasferii a New York, dove c’era il grande Ugo Stille del Corriere. A lui mandai i miei articoli per farmi consigliare: “cosa devo fare? Devo continuare a scrivere? Posso fare il giornalista?” E lui: “ti consiglio di rimanere qua, perché in Italia è difficile, complicato, burocratico. Se vuoi fare il giornalismo libero devi restare qui.”

Il Big Bang in redazione: la nascita dell’Universo



Se la nascita dell’universo stellato è ancora incerta e controversa (la teoria più accreditata è quella del cosiddetto “Big Bang”), quella del nostro giornale è chiara: L’universo nasce e rinasce ogni mese. E lo fa ciclicamente da oltre dodici anni. Dall’attento esame del numero, alle critiche costruttive per migliorare il prossimo: le riunioni avvengono due volte al mese per fare il punto della situazione. Il nostro universo, è veramente un “Big Bang”, un grande scoppio; una grande ed impaziente esplosione di idee, da condividere e assegnare ai redattori, che poi compongono gli articoli del giornale. L’universo libera la voglia di fare!

martedì 31 ottobre 2017

Premio “Credit Suisse Award for Excellent Writing 2017”


Il 30 ottobre si è tenuta la premiazione per gli articoli de L’universo da parte del Credit Suisse (“Credit Suisse Award for Excellent Writing 2017”). Presenti Giancarlo Dillena, Gabriela Cotti Musio il Rettore dell’Università della Svizzera Italiana Boas Erez.

domenica 1 ottobre 2017

“Non si torna mai indietro. Si va sempre avanti!”


- Intervista a Mario Platero -

Dottor Platero, lei si trasferisce negli USA nel ‘78: si ricorda il suo primo approccio in America?

Il primo approccio è stato quello di un arrivo in una città molto grande e molto calda. Sono arrivato a New York in agosto. Per me l’avvio di questa avventura è la città che vedo dai finestrini dell’aereo a JFK. Ero qui a fare un Master alla Columbia e quindi, dopo essermi laureato a Torino, ero venuto a studiare Affari Internazionali. Prima però avevo cominciato a scrivere di musica per Stampa Sera: è così che comincia la mia esperienza giornalistica. Prima ancora editavo – quando ero capo-villaggio durante le estati dell’università – il Costa Tiziana News e avevo lavorato a di “Tele Torino International”. Quindi, arrivando negli USA avevo già un minimo d’infarinatura giornalistica.

Anche i nostri municipali erano studenti ...


Li vediamo sempre di fretta: un appuntamento, un incontro, una firma, una riunione, una presentazione, una conferenza. Un’intervista. Com’erano i nostri politici ai tempi dell’università? Viva voce ai municipali del Comune di Lugano, fra ricordi, nostalgie, opinioni e … consigli per i giovani studenti; pronti a spiccare il volo verso la propria realizzazione lavorativa.

giovedì 1 giugno 2017

Testimonial a tutto gas


- Intervista a Alex Fontana -

Come sei stato contattato per essere investito del ruolo di testimonial?

Avevano contattato mio padre in realtà: eravamo ad una gara. Arrivò una telefonata in cui un amico della Croce Rossa gli chiedeva se non fosse possibile avermi come testimonial e se potessi essere interessato. Quando me l’hanno chiesto io ho detto: “ma sì, subito! Va bene. Più che volentieri.” Alla fine, se posso aiutare – anche se il mio contributo è minimo rispetto ad un vero volontario della Croce Rossa – per me è sempre un piacere. Ho detto subito di sì e mio padre mi ha detto: “ma non sai nemmeno cosa devi fare!” “Fa niente: se è per la Croce Rossa sarà per un contributo.” Se ci sono e sono libero ci vado volentieri.

sabato 1 aprile 2017

Il “ticinese” Arturo ventidue anni dopo


Un carattere schivo, talvolta ombroso: lontano dagli sguardi pressanti dei sui estimatori accumulati nei suoi decenni d’arte. Arturo Benedetti Michelangeli – simbolo dell’immenso panorama musicale italiano, ma pure pietra miliare lustrata della realtà elvetica – ci ha lasciati quasi ventidue anni fa: una gemma preziosa per il piccolo Ticino, regione culturalmente vicina alla musica.

giovedì 23 marzo 2017

USI al Centro

Amedeo Gasparini e Manuel Marasco candidati al Senato Accademico dell'USI

mercoledì 15 marzo 2017

mercoledì 1 marzo 2017

La grande bugia storica


“Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica e il comunicato ufficiale.” Con questo breve aforisma, il premio Nobel per la Letteratura George Bernard Shaw altera e smentisce diversi capisaldi che caratterizzano la recente Storia dell’uomo, mettendo a nudo e screditando l’ipocrisia del “comunicato ufficiale”, denunciando il politicamente corretto della “bugia diplomatica”, contestando le variabilità aleatorie delle previsioni metereologiche. Ad oltre sessanta cinque anni dalla sua morte, le sue parole sono più attuali che mai: in un momento storico in cui predomina la crisi d’identità dell’individuo e la sua lunga permanenza all’interno di un mondo di post-truth o post-verità – tanto per citare un vocabolo molto di moda in questi tempi – è utile tentare di fare chiarezza. E per tracciare limpide ed ineccepibili analisi e deliberare sui vari casi della vita, è necessario scacciare la bugia.

sabato 14 gennaio 2017

domenica 1 gennaio 2017

Non solo (w)ebeti: la lezione di Joe


Joe, 17 anni, bizzarro e insolito studente liceale ticinese, appassionato di cinema, poco sportivo. Una vita come tante: la vita del ragazzo moderno; giovane avvinto dalla fatale macchina che ha cambiato la vita di tutti noi. Quello smartphone eccelso rivelatore di mondi lontanissimi e inaccessibili segreti; strumento che ha modificato i costumi e con essi le nostre abitudini per sempre. Apparecchio che si può rivelare la più grande – e attuale – fonte di conoscenza e sapere, così come il più nefando ed esecrabile strumento: la famosa “arma di distrazione/distruzione di massa” che opera grazie a Internet. Pseudonimo di un ragazzo in parte “carnefice” e “vittima” in due episodi del triste fenomeno del cyberbullismo tra giovani e studenti, Joe decide di raccontarmi singolari vicende di cui è stato (co)protagonista. La premessa per un racconto sincero e quanto più onesto e veritiero, le formula lo stesso intervistato: “Sii delicato con le informazioni che ti do.”